Rimozione riuscita di Red Notice dell’Interpol negli Emirati Arabi Uniti: Caso di un agente di polizia ucraino relativo all’arma di servizio
La ricerca internazionale tramite Interpol spesso diventa un evento inaspettato e distruttivo per le persone che hanno lasciato la zona di conflitto. Questo problema è particolarmente acuto negli Emirati Arabi Uniti (EAU), dove una legislazione migratoria rigorosa e una cooperazione attiva con Interpol possono portare a un arresto immediato.
Questo caso dimostra come una corretta tutela legale abbia aiutato a ottenere la completa rimozione di una Red Notice nei confronti di un dipendente della polizia ucraina, accusato di appropriazione di un’arma d’ordinanza nei primi giorni del conflitto del 2022.
Circostanze del caso: tra la guerra e la legge
La storia è iniziata a febbraio 2022, al momento dell’inizio delle ostilità su larga scala sul territorio dell’Ucraina. Il cliente, un attuale dipendente della polizia, in condizioni di caos, assenza di comunicazioni e minaccia diretta alla vita, ha ricevuto un’arma di servizio. Temendo per la sicurezza della sua famiglia, ha deciso di lasciare la zona del conflitto e successivamente il paese.
Tuttavia, dopo un po’ di tempo, le forze dell’ordine ucraine hanno avviato un procedimento penale. L’indagine ha qualificato le sue azioni come appropriazione illegale di armi e munizioni, affermando che le aveva nascoste in un locale di servizio e che era disertato. Sulla base di ciò è stato emesso un mandato di arresto e i dati dell’ufficiale sono stati trasmessi al Segretariato Generale dell’Interpol con una richiesta di pubblicazione del Red Notice.
Per il cliente questo si è trasformato in gravi conseguenze negli Emirati Arabi Uniti: è stato arrestato, privato del diritto di movimento libero e si è trovato sotto la minaccia di estradizione in Ucraina.
Strategia di difesa: perché non è un crimine di portata internazionale
Nel ricorso alla Commissione per il controllo dei file di Interpol (CCF), la difesa ha spostato l’attenzione dall’accusa formale al contesto reale degli eventi. L’obiettivo principale era dimostrare che questo caso non soddisfa i criteri per una ricerca internazionale e viola lo Statuto di Interpol.
Gli avvocati hanno sottolineato che le azioni del cliente sono state dettate esclusivamente dall’istinto di autoconservazione in condizioni di emergenza (force majeure), e non da un intento criminale. L’argomento più importante è stato il fatto che l’arma non è stata utilizzata per commettere crimini, non è stata venduta né trasferita a terzi. Inoltre, il cliente ha volontariamente comunicato il luogo in cui si trovava l’arma, che successivamente è stata sequestrata dalle autorità di polizia. Di fatto, non è stato arrecato alcun danno materiale allo Stato e l’atto stesso aveva piuttosto un carattere disciplinare che penale.
Particolare attenzione la difesa ha dedicato alla mancanza di interesse per la cooperazione internazionale di polizia. È stato sottolineato che gli Emirati Arabi Uniti hanno già interrotto la procedura di estradizione, poiché non hanno riscontrato nelle azioni del detenuto un pericolo sociale sufficiente. Il caso non aveva carattere transnazionale né segni di criminalità organizzata, il che rendeva l’uso dei canali dell’Interpol chiaramente sproporzionato rispetto all’atto imputato.
La decisione dell’Interpol: priorità ai diritti umani e al buon senso
La Commissione per il controllo dei file di Interpol, dopo aver esaminato in dettaglio gli argomenti della difesa e i materiali provenienti da Ucraina ed Emirati Arabi Uniti, si è schierata dalla parte del richiedente. Gli esperti del CCF hanno concluso che le azioni incriminate, commesse in condizioni di conflitto militare, non indicano l’intenzione di appropriazione indebita o un alto grado di pericolosità sociale.
La commissione ha riconosciuto che la conservazione dei dati nel sistema contraddice l’articolo 83 delle Regole di Interpol, che richiede il rispetto del principio di proporzionalità. La ricerca internazionale in questo caso è stata considerata una misura eccessiva, non conforme agli obiettivi dell’organizzazione.
Di conseguenza, è stata presa la decisione di eliminare completamente le informazioni sul cliente da tutte le banche dati dell’Interpol. Ciò ha portato alla cessazione immediata della ricerca, alla rimozione di tutte le restrizioni negli Emirati Arabi Uniti e al ripristino del diritto del cliente alla libera circolazione nel mondo.
Curriculum Vitae
Questo caso crea un importante precedente per i cittadini dell’Ucraina che si trovano negli Emirati Arabi Uniti e in altri paesi: Interpol non deve essere utilizzato come strumento di persecuzione per azioni commesse in condizioni di caos militare, se queste non rappresentano una reale minaccia penale. Anche la presenza di un mandato di arresto nazionale non garantisce la legittimità della ricerca internazionale.
Affrontate una ricerca illegale o una minaccia di estradizione?
Se nei tuoi confronti è stato emesso un avviso Red Notice o Blue Notice, sei detenuto negli Emirati Arabi Uniti o in un’altra giurisdizione su richiesta dell’Ucraina, e le accuse sono legate a eventi militari o di natura formale – non perdere tempo.
Tentativi di risolvere il problema autonomamente o ignorare lo status nella banca dati dell’Interpol possono portare all’estradizione e a una lunga detenzione.
Rivolgetevi ad avvocati esperti, specializzati nel lavoro con la Commissione Interpol (CCF). Vi aiuteremo ad analizzare la vostra situazione, a formare una posizione legale competente e a ottenere la rimozione dei dati dal database internazionale delle ricerche, restituendovi libertà e sicurezza.