Come funziona l’estradizione tra Italia ed Emirati Arabi Uniti (Dubai)?
A differenza di quanto si crede spesso, tra Italia ed Emirati Arabi Uniti un trattato di estradizione esiste: firmato ad Abu Dhabi il 16 settembre 2015 e ratificato dall’Italia con la legge 11 ottobre 2018, n. 125, dopo un iter rallentato dalla necessità di un protocollo che subordina la consegna alla garanzia formale di non applicazione della pena di morte — pena tuttora prevista dall’ordinamento emiratino per alcuni reati. Il trattato copre tutti e sette gli Emirati, Dubai compresa, e per le fasi della procedura (fase giudiziale, eventuale ricorso, fase ministeriale) valgono gli stessi principi generali validi per gli altri Paesi extra-UE.
Il trattato non è rimasto sulla carta: nell’agosto 2024 gli Emirati hanno consegnato all’Italia un cittadino condannato per reati finanziari, a conferma che la cooperazione tra i due Paesi è oggi operativa e non più solo diplomatica come in passato.
Perché Dubai era considerata una meta “sicura” — e perché non lo è più
Fino a pochi anni fa l’assenza di un trattato in vigore (il testo, pur firmato nel 2015, è rimasto privo di ratifica per anni) ha alimentato la percezione di Dubai come rifugio senza rischio di consegna. Questa percezione è oggi superata: gli Emirati hanno progressivamente rafforzato la cooperazione giudiziaria con l’Europa, e l’assenza di ratifica non è più un argomento difensivo utilizzabile.
Cosa resta specifico del caso emiratino
- La pena di morte prevista dalla legge locale rende necessaria, in ogni richiesta di consegna, una garanzia diplomatica formale — un elemento di negoziazione che non si presenta allo stesso modo con altri Paesi partner.
- Il trattato si applica indistintamente ai sette Emirati: non esistono zone di maggiore tutela all’interno del Paese.
- Chi si è trasferito a Dubai prima dell’entrata in vigore del trattato (2018) confidando nella sua assenza si trova oggi in una posizione giuridica diversa da quella che aveva al momento del trasferimento.
Per chi si trova negli Emirati con un procedimento pendente in Italia, verificare lo stato di applicazione del trattato al proprio caso specifico e lo stato di eventuali segnalazioni Interpol è il primo passo per una consulenza legale specialistica mirata.